Lamezia, firmate al tribunale 12 convenzioni con comuni e associazioni per istituto messa alla prova: “progetto importante per il recupero della persona”

Lamezia Terme – Una giornata di “un’importanza altissima nella gestione delle persone che incorrono in reati e che possono, attraverso l’istituto della messa alla prova, avere una chance di reinserimento se riusciranno a portare a termine questo progetto”. Così il Presidente del Tribunale di Lamezia Terme, Bruno Brattoli, a margine della firma delle convezioni con Comuni e Associazioni nel Tribunale lametino ha commentato l’evento. Dodici le convenzioni sottoscritte per la realizzazione del Lavoro di Pubblica Utilità

per la Messa alla Prova con i Comuni di Soveria Mannelli, Carlopoli, San Pietro a Maida e Decollatura e con i presidenti di sette Associazioni del territorio lametino impegnate nel sociale (Donne e Futuro di Lamezia, Progetto Sud onlus, Coop. Sociale Cepros, soc. coop. Gruppo minori 78, Caritas diocesana, soc. coop. L’arco di Decollatura e la comunità di volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia, Decollatura e Carlopoli).

L’ambito è quello del progetto di Servizio Civile Nazionale “Insieme: per un nuovo modello di giustizia di comunità”, attivato dalla Direzione Generale per l’Esecuzione Penale Esterna del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia. La messa alla prova è una forma di probation giudiziale innovativa nel settore degli adulti introdotta, infatti, nel 2014 mentre per i minori esisteva già dal 1989 e che consiste, su richiesta dell’imputato, nella sospensione del procedimento penale nella fase decisoria di primo grado per reati di minore allarme sociale.

“Si può così – aggiunge Il presidente Brattoli – chiedere al giudice l’autorizzazione di essere inseriti in un programma di messa alla prova predisposto dall’Uiepe in co-sharing con enti pubblici e organizzazioni non governative. Se all’esisto il risultato sarà positivo, il giudice estingue il reato. L’istituto può essere concesso per una sola volta”.

Per il direttore dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Catanzaro, Emilio Molinari, la firma di 12 convenzioni per l’istituto della messa alla prova è un segno importante e, afferma “impegna tutte le parti della giustizia, nei minori esisteva dall’8 mentre per gli adulti è recente, dal 2014, e serve per sgravare gli istituti penitenziari e trovare soluzioni per bypassare il penitenziario”. “Dopo la sottoscrizione dovremmo mettere alla prova anche l’istituto della messa alla prova” afferma Maria Teresa Caré, presidente sezione penale, riferendosi alla verifica e controllo sul campo che va fatto “con estremo rigore”.

“Se è realmente funzionante – aggiunge – è un ottimo sistema di deflazione”, un momento importante, quindi, per il recupero della persona. Il procuratore capo di Lamezia Salvatore Curcio sottolinea l’importanza dell’istituto nel rappresentare un aspetto umanitario e, afferma “muove proprio da un recupero del senso di umanità che lo contraddistingue”. Rieducare, quindi, e scontare in modo indolore la pena comminata. In questo progetto, aggiunge “le associazioni hanno un ruolo fondamentale, ovvero quello di controllare che venga effettuata in modo rigoroso”. Antonello Bevilacqua, presidente dell’ordine degli avvocati, parla, invece, dell’importanza della sinergia tra l’avvocatura e la magistratura per completare questo iter. “Vorremmo che aderiscano anche altri comuni e associazioni” sottolinea nel portare i saluti dell’avvocatura per questa, che definisce “una giornata importante”.

All’evento hanno preso parte i rappresentanti delle forze dell’ordine, il primo dirigente del commissariato lametino Marco Chiacchiera, il tenente colonnello della Guardia di Finanza Fabio Bianco e il tenente colonnello Massimo Ribaudo che guida il Gruppo Carabinieri di Lamezia. Presenti anche la responsabile dell’Area Tecnica, la dottoressa Elisabetta Palmieri, le responsabili regionali del progetto di Servizio Civile Nazionale, la dottoressa Maria Letizia Polistena e dottoressa Domenica Di Giovanni, le quattro giovani volontarie del servizio civile (Caterina Cilione, Maria Ierardi, Debora Malacaria, Federica Scandale) che, per la durata di un anno, saranno impegnate insieme al personale dell’Ufficio lnterdistrettuale dell’Esecuzione Penale Esterna di Catanzaro a promuovere un nuovo modello di giustizia in un territorio ad elevato rischio.

Ramona Villella

Fonte: illametino.it